Hanno detto del Lönare Bressà 2008


Dal "Giornale di Brescia" sabato 26 gennaio 2008.
Articolo di Egidio Bonomi

SECONDA EDIZIONE DEL LUNARIO DIALETTALE
DI GIOVANNI CHERUBINI
Tutto il sapore di vecchie parole e
di luoghi antichi nel Lnare Bressà
Si può misurare l'attaccamento dei bresciani al loro dialetto? Si può, se almeno si guarda al "Lnare Bressà 2008" edito da Publimax, su progetto editoriale di Massimo Boni e per l'impegno di Giovanni Cherubini. Ebbene, la prima edizione del "Lnare" è andata esaurita in breve tempo ed ora va in edicola la seconda. Tra l'altro il "Lnare" annota una dedica speciale a quello che si chiama il "sindaco per sempre", ossia Bruno Boni, per 36 anni ininterrotti alla guida della nostra città. Il "Lnare", non nuovissimo come idea (già una quindicina d'anni fa usciva, sia pure in altro formato, per volontà di Giuseppe Inselvini, di cui Giovanni Cherubini ha raccolto l'eredità filantropica a favore del Terzo Mondo) lo è come formato, più orizzontale che verticale, quasi un diario da compulsare con sollucchero dato che ogni pagina offre, accanto all'ovvio scorrere dei 365 giorni gregoriani, proverbi, modi di dire, aneddoti di vita bresciana, fotografie della Brescia e della provincia ormai consegnate agli archivi della memoria. Si dirà, tanto lo hanno fatto a tutte le...latitudini della provincia. Sì, ma solo il "Lnare" spulcia curiosità inedite, ricordi d'avvenimenti persi nella nebbia della fretta quotidiana, "un'antologia ben vendemmiata -come scrive Giannetto Valzelli nella breve, pungente prefazione- divertente, popolarmente scandita".
Il successo del "L
nare", secondo Valzelli, dice della vitalità della nostra parlata, pure in un mondo che cambia velocemente, del suo resistere alle storpiature e alle incursioni della lingua nazionale (pur essa storpiata dagl'infiniti inglesismi), ma certo il successo è dovuto pure a quel sentimento corrosivo, perfino subconscio, se si vuole, che fa trattenere con tutte le forze un bene che si sta perdendo. Il dialetto è un bene, eccome, è la storia in "suoni" d'un popolo, è la sua essenza più intima, popolare, quella della saggezza distillata dai secoli e quindi la più "saggia" che si possa immaginare, spremuta in proverbi brescianamente nostri, esclusivi, dal sapore perduto ed ora ritrovato. Non mancano i riferimenti indiretti alle distrazioni nostre: qualcuno sa dov'è la Madonna dei ciai? O il Museo Quattro Torri? Sa chi è stato El beàt Cradì? E via elencando. Nel "Lnare" c'è tutto questo ed altro, come filastrocche, riferimenti a personaggi, citazioni poetiche, immagini della Brescia com'era...Ovviamente, poichè è dedicato a Bruno Boni, molte fotografie e diverse pagine sono dedicate a lui visto che ha segnato la vita pubblica di Brescia come nessuno nel secolo scorso. Certo, la nostalgia (intesa nel senso greco di dolore del ritorno -alla mente in questo caso- nostos, ritorno e alegia, dolore) serpeggia per le righe fitte del "Lnare", ma carezzevole, dolce. Come un bacio inateso.
Egidio Bonomi

Da "Bresciaoggi" sabato 15 dicembre 2007.
Articolo di
Attilio Mazza

LA TRADIZIONALE PUBBLICAZIONE HA ANCHE UN INSERTO
SPECIALE DI 28 PAGINE SU BRUNO BONI
La città segreta del L
nare Bressà

"La ragione del successo di questo lunario sta tutta nella impensata vitalità della lingua di casa. Il mondo cambia vorticosamente (basta dare un'occhiata alle tribù di extracomunitari trapiantate in piazza) e tò che -sulla impastatura idiomatica vantata dalla Rai-Tv in campo nazionale- viene a stupirci l'attaccamento alle radici originarie, l'inattesa reviviscenza del parlare ostrogoto".
Così scrive Giannetto Valzelli nella pagina introduttiva al
"Lnare Bressà 2008", firmato da Giovanni Cherubini, anticipo di strenne, e dedicato a Bruno Boni "sindaco per sempre" nel decennale della scomparsa. Cherubini, giornalista radicato nella brescianità, propone, mese dopo mese, curiosità e immagini del nostro vecchio mondo: proverbi, aneddoti, episodi, personaggi di cui si è persa quasi la memoria. Una Brescia "segreta" da riscoprire.
"Non tutti i bresciani sanno -scrive ad esempio Cherubini- che il centro storico poggia sopra un intricato labirinto di canali che secoli fa ospitavano il letto dei torrenti come il Celato, il Dragone o il Garza; quest'ultimo visibile in superficie in alcuni tratti. L'antico alveo del Garza, ad esempio, è percorribile sotto Palazzo Loggia. Alcuni canali sotterranei funzionano da collettori per la rete fognaria cittadina, tutti insieme disegnano un aspetto di Brescia dal fascino oscuro".
E chi ancora ricorda che la chiesa di Santa Maria in Silva, nella zona sud di Brescia dietro la ferrovia, si chiamava la Madonna dèi custù? Vi si teneva la fiera il 2 febbraio, voluta dagli ortolani, quando la zona era un'estesa e rigogliosa ortaglia. A tavola, in tale occasione, non potevano mancare i "casonsèi alla bressana" che oggi non si gustano più nemmeno nelle superstiti trattorie di qualche pretesa (ma lì si possono trovare ancora nella tradizionale festa della seconda metà di novembre).
Il "L
nare Bressà 2008", in vendita nelle edicole (160 pagine, euro 10), è ricco di notizie, come quelle qui ricordate, e di immagini che rendono al vivo il mondo di altri tempi e accompagnano i dodici mesi, giorno dopo giorno. Un inserto speciale di ventotto pagine è dedicato a Bruno Boni "sindaco per sempre" che l'8 aprile 2008 avrebbe compiuto i novant'anni. Oltre alla nota biografica sono rivisitati, attraverso testi e fotografie, alcuni momenti storici della vita cittadina: la venuta del presidente del consiglio Alcide De Gasperi nel 1948, l'inaugurazione della galleria Tito Speri nel 1951, le celebrazioni del centenario della Battaglia di Solferino e San Martino nel giugno 1959 con la presenza del presidente della Repubblica italiana Giovanni Gronchi e di quella
francese Charles De Gaulle.
Il lunario si conclude con la "carta d'identità dei 206 comuni della provincia di Brescia", ciascuno con stemma, numero degli abitanti, distanza chilometrica dalla città e notizia storica. Una carrellata, quindi, suggestiva, augurio sicuramente gradito per quanti amano la terra in cui sono nati".
Attilio Mazza
Da"Bresciaoggi" giovedì
27 dicembre 2007.
Articolo di Massimo Tedeschi
Torna l'almanacco curato da Giovanni Cherubini
che ricorda il decennale della morte del sindaco

Lnare Bressà nel segno di Boni
Torna nelle edicole un volume che è ormai un "classico" dell'editoria bresciana: il "Lnare Bressà", edizione 2008, curato con la solita passione da Giovanni Cherubini ed edito da Publimax.
L'Almanacco bresciano è dedicato, quest'anno, a una figura particolarmente cara i bresciani: Bruno Boni, "sindaco per sempre" secondo l'espressione usata nell'orazione funebre da Mino Martinazzoli. Nel 2008 ricorre il dcennale della scomparsa di colui che guidò ininterrottamente la Loggia per ventisette anni, dal '48 al '75. Ulteriore ricorrenza, l'8 aprile prossimo Boni compirebbe novant'anni. La sua figura, la sua lunghissima parabola pubblica, i suoi tic (come l'utilizzo esclusivo della dolcevita bianca o le partitelle al Rigamonti) sono ricordati in un inserto di 28 pagine collocato nel cuore dell'almanacco. Ventotto pagine ricche di fotografie che ritraggono Boni da giovane, poi all'apice del suo potere politico, insieme ad amici come Emanuele Severino, Gianni Savoldi, Bruno Marini, Gigi De Paoli, con celebrità come Fausto Coppi e Arturo Bendetti Michelangeli, come De Gasperi o De Gaulle, e poi con successori come Cesare Trebeschi o Mino Martinazzoli.
Per il resto, il "l
nare" edizione 2008 mette in buon ordine gli ingredienti che ne hanno decretato l'ormai consolidato successo di questa pubblicazione: tradizioni, proverbi, poesie dialettali, motti di spirito, curiosità, aneddoti storici, ricette, spiegazioni toponomastiche, foto d'epoca e quadri di autori bresciani.
Come scrive Giannetto Valzelli nella sua prefazione, il successo del "l
nare" "sta tutto nella impensata vitalità della lingua di casa". Una vitalità custodita e difesa da alcuni "classici" come "il glorioso vocabolario Melchiorri e le regole di scrittura e pronuncia conclamate dal vate Canossi e dal fido Cibaldi", ma anche meritorie istituzioni come il premio del "Fogarì" promosso dalla Fondazione Civiltà Bresciana di don Fappaani, o l'Albo d'oro della brescianità promosso dall'Ateneo.
Ma un ruolo non marginale -osserva Valzelli- lo gioca anche questo "l
nare", "almanacco minuzioso e avvincente che si esplica nel calendario dei santi, nel pozzo di sapienza dei proverbi, nella sequela di curiosità avvenimenti rammemorazioni che in sostanza fanno la storia. Una antologia ben vendemmiata, divertente, popolarmente scandita". Dalla quale farsi accompagnare lungo un anno che, c'è da augurarselo, dispensi serenità a piene mani. A tutti.
Massimo Tedeschi
Da "il Brescia" martedì
4 dicembre 2007.
Articolo di Maria Zanolli
"Tcc i dé en passa giü"
Il dialetto scandisce i giorni dell'anno
basta avere il Lunario dei Bressà
Tcc i dé en pasa giü. Sorprende sempre la forza del dialetto. Sei parole, brevi, incisive e piene di ritmo, che in così poco spazio riassumono un intero senso: il passare del tempo, la vita. Tutti i giorni ne passa uno. Ma dall'anno scorso un simpatico e intelligente lunario accompagna e rallegra le giornate dei bressà, facendo sorridere e ricordare. Ed è arrivato anche quest'anno, per tenerci compagnia tutti i giorni del 2008. Raccontando, per esempio, perché Bressa e Bressà si scrivono con la doppia s o spiegando l'origine dei nomi di vie e luoghi della città, e, ancora, regalando momenti di svago e di divertimento tra modi di dire, proverbi, poesie, vicende e parole da sempre legate a Brescia. Senza dimenticare i grandi protagonisti della storia locale. Un inserto di trenta pagine racconta con bellissime immagini la vita di un protagonista bresciano, il "sindaco per sempre" Bruno Boni nel decennale della scomparsa. Un omaggio a una personalità molto amata che l'8 aprile di quest'anno avrebbe compiuto novant'anni. A firmare le pagine del prezioso calendario, edito da Publimax, è per il secondo anno Giovanni Cherubini e la presentazione è di Giannetto Valzelli, che ci rammenta: "il vino del dialetto" e le ragioni del successo del Lnare che "sta tutta nella impensata vitalità della lingua di casa". Centosettanta pagine da sorseggiare piano piano, tra vecchie immagini della Leonessa, modi di dire, racconti da sfogliare e leggere in compagnia nelle lunghe giornate dell'anno.
Un tesoro che non dimentica i paladini che da sempre proteggono scandendo il tempo sull'orologio di Piazza Loggiaa, I Macc dè le ure. "Col trascorer dè j'agn / a j'òm crès i malagn. Ghè ve bianc i caèi, / la cala la vista...ma no som sempèr chèi: Tone e Batesta".
Maria Zanolli

Recensioni sul
Lönare Bressà 2008

sono state
riportate da varie
testate di periodici,
da siti web
e trasmesse dalle emittenti
radiotelevisive locali.