Hanno detto del Lönare Bressà 2016

IL DECENNALE
I dés agn del "Lönare Bressà"
E con chèsto i-è dés! Sì, dieci edizioni consecutive.
Un risultato -mìa mal in questi tempi di vacche magre-
raggiunto soprattutto grazie ai fedeli lettori.
E sono veramente tanti gli appassionati di
brescianità: proverbi, modi di dire, curiosità,
aneddoti, stramberie di casa nostra. In questa
edizione oltre 600 immagini storiche e illustrazioni varie.
Un doveroso tributo a tutti gli
sponsor che hanno creduto e che credono
-tramite l'Editore Publimax-
all'efficacia del traino pubblicitario
del "Lönare Bressà".
A tutti buona e serena lettura.
Il prossimo appuntamento
è per l'edizione 2017.
El "Lönare Bressà" ghe mìa de fàssel scapà!


Piazzale Garibaldi

"Corriere della Sera" 19 dicembre 2015
Il Lönare Bressà compie dieci anni
Massimo Tedeschi

L’appuntamento ormai è tradizionale. Le giornate di fine
anno portano nelle edicole la nuova edizione del
Lönare Bressà, giunto quest'anno alla decima edizione.
L’inconfondibile carta color paglierino, il formato
da album fotografico, il carattere tipografico d'antan.
Una delizia per chi ama storia e usi bresciani.
Secondo l'antica tradizione dei lunari, la creatura
di Giovanni Cherubini sciorina un proverbio per
ogni giorno, una pagina di storia bresciana
ogni settimana. Fra le tante chicche dell'edizione
numero dieci, figurano le bellezze muliebri anni
Sessanta ritratte dall'obiettivo di Oreste Alabiso,
le foto d'epoca apparse sul sito Bresciavintage,
le vignette di Micio Gatti, i ricordi del circuito
salodiano del 1921, le serate musicali e
cabarettistiche al lido dei Platani di Iseo,
immagini delle mondine bresciane e le cerimonie
per il restauro del monumento al redentore sulla
cima del Guglielmo, la swinging London del
fotografo bresciano Gian Butturini. In tutto 194
pagine da leggere e gustare con calma. Lungo tutto l'anno.


Via Repubblica Argentina

"Giornale di Brescia " 29 dicembre 2015

Tra storia e saggezza
il Lönare Bressà
compie dieci anni

Egidio Bonomi

Dieci anni per il Lönare Bressà, l’almanacco, scrigno di memorie nostre
lungo i 365 giorni canonici. La fortunata formula resta fedele a se stessa:
il formato rettangolare, maneggevole, presto sfogliato, i giorni scanditi dalla
saggezza dei proverbi dialettali, i disegni, le illustrazioni,
le immagini storiche (più di 600), gli angoli perduti e ritrovati della Brèssa
placida di quando l’urgenza non era impacciante abito indossato da tutti, a ricamare
lampi di memoria, emozioni inattese
per quanti hanno visto scorrere il tempo, ma anche “rivelazione” intelligente
per quanti, in verde età, possono assaporare spunti di storia spicciola e, magari,
impastare qualche pensiero nel confronto tra un ieri povero, semplice, faticoso,
e l’oggi opulento ma umanamente alquanto misero. Il Lönare del decennale,
dell’autore Giovanni Cherubini per le Edizioni Publimax,
continua a regalare un sorriso, sapida poesia con le liriche di autori
dialettali nostri, tratti di storia, pillole di saggezza, insomma, un intero “mondo bresciano”
che illumina personaggi, macchiette, aneddoti,
altrimenti a perdere, ancor più nella corsa a perdifiato a chi dimentica più in fretta,
nel divorar dei giorni quando, al contrario, andrebbero sorbiti come il raro
sorbetto d’una volta e, proprio perché raro, quanto mai gustato. I proverbi:
quello del 28 gennaio richiama alla Natura e a questi mesi d’invincibile sole ridanciano:
“Quand la lüna la fa la curuna/la néf la sa ‘muntuna”.
La luna si è già più volte incoronata, ma niente neve, però rimedia un altro
proverbio nostro: “El temp e i dulùr i fa chel che i ‘na òia lur”. Avanti allora,
con rinnovata fiducia nel 2016, anche sulla piccola,
simpatica spinta del Lönare Bressà già in edicola.


Porta Venezia
"Bresciaoggi" 3 gennaio 2016
Lönare Bressà 2016:
ogni pagina una sorpresa

Gian Battista Muzzi

“E con chèsto i-è dés!” dichiara, soddisfatto, Giovanni Cherubini
presentando la decima edizione
del Lönare Bressà 2016 (Almanacco bresciano) già in edicola da alcuni giorni.
Il titolo, però, può trarre in inganno.
Non è un lunario vero e proprio; non vi trovate le fasi del nostro satellite, i
suoi influssi e la sua vita celeste; non si
danno indicazioni per le diverse attività, quando seminare nell'orto, potare un
albero o il periodo giusto nel quale
trapiantare i fiori. Insomma Cherubini non è Barbanera.
Molto più appropriato è il sottotitolo “Almanacco bresciano”, che significa
antologia variegata della filosofia di
vita dei bresciani passati e presenti, illustrata attraverso il loro modo di pensare,
di grezzo dire e di operare.
È una corposa bisaccia nella quale il viandante bresciano del 2016 può quotidianamente
infilare la mano ed estrarre
pillole di saggezza o gentili trivialità, comparazioni tra il passato e il presente, usanze
della campagna e sfizi cittadini.
Giustamente non c'è l'indice degli argomenti nell'Almanacco perché alla fantasia non
si può imporre un ordine: è un
calderone di sentimenti e di vita vissuta, un solaio nel quale sono accatastati ricordi e
ansie sempreverdi, disillusioni
e speranze frustrate, crude analisi della vita e poche centellinate soddisfazioni.
Cherubini ha creato il suo Lönare quasi fosse un Giano bifronte: un occhio al passato,
uno al presente e… se ne avesse
un terzo, guarderebbe al futuro. Ma non è Nostradamus.
Comunque, in un mondo di ciarlatani qual è il nostro, dal passato si possono avere
insegnamenti tuttora molto validi.
“A chèl che i ta dis, crèdega mia / e chèl che ta èdet, smèsel: a quello che ti dicono
non credere / e quello che vedi
dimezzalo”. Come a dire: agli altri non credere e non fidarti completamente di quanto
vedi con i tuoi occhi. Che
diffidenti questi bresciani! Saggi, però: “Mèi iga a che fa con giü catìf che con
giü 'gnorànt, meglio aver a che fare
con una persona cattiva che con una ignorante. Non sai cosa potrebbe succederti”.
Nel Lönare Bressà, invece, sai cosa t'aspetta: una gradita sorpresa in ogni pagina.


Piazza Rovetta

"www.brescianamente.it" 10 dicembre 2015
Lönare Bressà 2016
Yuri Vanni

Puntuale, nell’imminenza del nuovo anno, fa bella mostra nelle
edicole e librerie di Brescia e
provincia il Lönare Bressà 2016 firmato da Giovanni Cherubini
per le Edizioni Publimax
(195 pagine, oltre 600 illustrazioni, prezzo di copertina €uro 10).
L’edizione 2016 è speciale
poiché sigla il decennale della pubblicazione, dieci edizioni consecutive.
“Un risultato –si legge nella concisa
presentazione- mìa mal in questi tempi di vacche magre- raggiunto soprattutto
grazie ai fedeli lettori.
E sono veramente tanti gli appassionati di brescianità: proverbi, modi
di dire, curiosità, aneddoti
e immagini storiche”. “Giovanni Cherubini –ha scritto lo studioso Tino Bino-
è come un trovarobe.
Sta in giro tutto l’anno, con il naso a fiutare l’aria e gli occhi
a leggere quello che accade
sui cantoni delle contrade e sui fogli dei giornali. Poi, ritaglia,
seleziona, inserisce
il nuovo sui pacchi di tradizioni antiche”. “Avete voglia –precisa il giornalista
Massimo Tedeschi- diridere, di commuovervi, di sbalordirvi
e di ritrovare proverbi antichi, poesie studiate
da bambino e poi dimenticate, notizie storiche e di cronaca cariche
di stupore e di umanità?
Prendete, sfogliate e godetevi il Lönare Bressà nella sua nuova edizione,
come sempre secondo
il progetto editoriale di Massimo Boni e gli estri, le intuizioni di Giovanni Cherubini.
Le agende moderne
sono piene di pagine bianche da stipare di appuntamenti e impegni.
Questo Lönare Bressà è già tutto
scritto: richiede solo gusto, pazienza e amore per Brescia per sfogliarlo
e sorprendersi a ogni pagina”.
“Qui dentro il Lönare Bressà –scrisse il critico Giannetto  Valzelli
nella presentazione della prima edizione- ci è dato felicemente
di riscontrare il nostro modo di essere secondo la
tradizione, i segni e gli estri del carattere, il proverbiale metro
della concretezza, quel sortilegio per cui nella vita si innestano i suggerimenti
offerti dalla storia: la ragione del successo
di questo lunario sta tutta nella impensata vitalità della lingua di casa nostra”.
Egidio Bonomi, appassionato cultore della storia bresciana ha scritto:
“Si dirà: tanto il lunario lo hanno fatto in tutte
le latitudini della provincia. Sì, ma solo il Lönare Bressà spulcia curiosità
inedite, ricordi d’avvenimenti persi nella nebbia della fretta quotidiana”.
Il Lönare Bressà, documento curioso e allo stesso tempo storico,
è strenna gradita e regalo atteso
che dura tutto l’anno ed è tutto bresciano.


Piazzale Spedali Civili

"La Voce del Popolo" 7 gennaio 2016
Lönare Bressà 2016
alla decima edizione

Francesco Zuliani

È tornato in edicola e nelle librerie il "Lönare Bressà"
(Almanacco Bresciano) edito da Publimax al costo
di 10 euro. Il direttore responsabile dell'almanacco
è Giovanni Cherubini. Il "Lönare Bressà" è giunto
alla decima edizione e in questo almanacco si
trovano proverbi, modi di dire, curiosità, aneddoti e
“stramberie di casa nostra”. Nell'edizione del 2016 ci
sono più di 600 immagini storiche e illustrazioni varie.
Nell'opuscolo figurano alternati testi scritti in dialetto
a testi scritti in italiano. Mese dopo mese si trovano
descrizioni e raffigurazioni dei luoghi principali della
città e della provincia: il Castello, la Cattedrale, il
Duomo Vecchio, via San Faustino, la Stazione sono
solo alcuni esempi, ma si trovano impresse sulle
pagine anche le immagini di comuni come Lumezzane,
Rezzato e Mairano. Una particolarità del libro è il
“Dante Bresciano”, la traduzione in bresciano dell'inizio
della Divina Commedia scritta da Flaminio Valseriati:
“Giosta a metà strada del tép chè so nassìt mé so troàt d'en boscai
issè scùr, chè la vìa de turnà gh'ere pirdit. Cari i me
s-cecc, a dlvel l'è 'n gran dür, de ste boscai salvadeg, pié
dè spì, che 'l fa ciapà spaento, de sücür" . Oltre a questo
ci sono lungo tutto l'almanacco dei detti in bresciano
come: “Prima sculta po' parla” (Prima ascolta poi parla),
“A tàola sa deènta mai vècc” (A tavola non s'invecchia).
Nell'almanacco sono presenti notizie sui personaggi
legati a Brescia, come i Santi Faustino e Giovita, la
brescianissima regina Ansa che sposò re Desiderio.
Molto simpatiche sono le vignette di Aurelio Gatti in
arte Micio che raffigura personaggi legati a Brescia
come mons. Antonio Fappani, alcuni dei sindaci di
Brescia come Padula, Trebeschi, Boni, Martinazzoli
e Corsini, c'è poi Paolo VI, l'ex presidente del Brescia
Calcio Gino Corioni e altri ancora.

Stocchetta - Via Triumplina

"Popolis" 4 gennaio 2016
Lönare Bressà 2016

Luca Quaresmini

Una tradizione confermata anche per l’anno subentrante
alla serie di quelli già utilmente interessati dalla sua annuale
espressione caratterizzante.Nel praticato solco dell’apprezzata iniziativa
interpretata da Giovanni Cherubini, la pubblicazione
bilingue, stampata in vernacolo bresciano ed in italiano, dal titolo che,
in lingua locale, persiste nell’accezione di “Lönare Bressà” (Almanacco Bresciano),
è disponibile pure per l’edizione del 2016,
attraverso la sua tipica modalità editoriale, fra l’altro, esorbitante dai testi,
in ordine sparso, di Danilo Tamagnini, Tonino Zana, Attilio Mazza, Giannetto Valzelli,
Marco Vitale, Egidio Bonomi,
Massimo Tedeschi, Costanzo Gatta, Sergio Gianani, Giorgio Sbaraini,
Giacomo Danesi, Gian Battista Muzzi e Pietro Gibellini,
insieme ad una ulteriormente diversificata proposta di lettura,
sullo sfondo di una densa contestualizzazione folcloristica appassionante.
Nell’ispirazione di un calendario che si sviluppa nella proporzione di una
agenda, incorniciata in un formato di stampa orizzontale, questa pubblicazione,
giunge, con il 2016, nel decennale della
propria istoriata espressione culturale, dedicata alla brescianità, osservata
in ogni suo possibile aspetto significativo di una valenza tematica trattata secondo
una eloquente ed un’interessante matrice locale.
Attraverso il progetto editoriale di Massimo Boni, centonovantacinque
pagine seppiate, riconducono
alla dimensione famigliare che il dialetto, fra l’altro, evidenzia nella sua
diretta portata comunitaria,
coincidente con un corrispondente ambito territoriale, che delinea,
unitamente al tripudio di una spontanea gemmazione gergale,
l’ereditato ascendente
di un registro espressivo assimilato alla genuina storia dei luoghi
ed alla perdurante sua
sopravvivenza adattata ad un’odierna varietà di contatto verbale.
Nel fissare questa lingua nel supporto cartaceo dove è impressa
secondo quella privilegiata
manifestazione di argomentata e di evocativa misura melodica e gutturale
che le è funzionale,
in una invalsa, come pure, in una svelata, realtà di innegabile
caratura sociale, l’opera
è introdotta nell’italiano delle considerazioni che ne sdoganano
gli intenti in una interessante
panoramica generale: “Sono veramente tanti gli appassionati di brescianità:
proverbi, modi di dire,
curiosità, aneddoti, stramberie di casa nostra. In questa edizione
oltre 600 immagini
storiche e illustrazioni varie. Un doveroso tributo a tutti gli sponsor
che hanno creduto e che
credono – tramite l’Editore Publimax – all’efficacia del traino pubblicitario
del Lönare Bressà”.
Nell’esordio dominante sull’incombente evolversi stellare, con la
posizione di una luna
calante, il 2016 comincia con quel venerdì festivo di capodanno come
inizio di quel puntuale
periodare di giorni che sono, in questo volume, scritti in bresciano,
quotidianamente correlati
dai santi riportati come da martirologio romano, quale griglia temporale
per infilare, a ridosso
delle stesse giornate, numerosi spunti descrittivi di un patrimonio
etnografico sostanziale
che è trattato sulla base di una poliedrica raccolta di riferimenti, anche
evidenziati nell’analisi
di uno svezzato e pragmatico retaggio sapienziale. Come, fra l’altro,
spiega il giornalista e scrittore
Egidio Bonomi, tra le pagine de “Il Giornale di Brescia” del 29 dicembre,
prossimo ad avvicendarsi nel tempo in seno all’incipiente
annata in questione: “Il Lönare del decennale
continua a regalare un sorriso, sapida poesia con liriche di autori dialettali
nostri, tratti di storia, pillole di saggezza, insomma, un intero 'mondo bresciano'
che illumina personaggi, macchiette, aneddoti, altrimenti
a perdere, ancor più nella corsa a perdifiato, a chi dimentica più in fretta, nel divorar
dei giorni quando, al contrario,
andrebbero sorbiti come il raro sorbetto di una volta e, proprio perché
raro, quanto mai gustato”.
Tra i personaggi che il riverbero della storia, qui contemplata,
ribadisce in una asseverata ottica
confermata, in ordine ad un sopravvivente appannaggio
esperienziale dal peso documentaristico
corrispondente, anche il bresciano Giuseppe Zanardelli, ministro Guardasigilli
all’epoca dell’eclatante visita
del re Umberto I, avvenuta, alla fine dell’Ottocento, fin nell’ambito delle
eccellenze armiere che la porzione
valtriumplina della provincia di Brescia relegava, da ancor prima, ad inappuntabili
prerogative settoriali da capofila.
Prima tappa bresciana del re sabaudo era stata la stazione ferroviaria
cittadina, inaugurata, come
attesta la pubblicazione stessa, il 24 aprile 1854, durante quel regno
Lombardo Veneto a cui Brescia,
solo qualche anno prima, aveva immolato sangue e sacrifici nelle note
“dieci giornate” della sua epopea
risorgimentale che, nell’intrecciata parabola della storia, centellinata
nella misura di una somma di
avvenimenti esponenziale, nella pagina che il “Lönare Bressà” del 2016
dedica all’imponente infrastruttura della strada
ferrata accennata, cede invece spazio al suggestivo confronto visivo,
desumibile fra una foto d’epoca, nella quale, fra altri particolari,
“sullo sfondo a destra si intravede
la vecchia copertura sui binari e le antiche carrozze, trainate dai cavalli per il
trasporto dei passeggeri”, tipograficamente
messa in accostamento ai suoi medesimi profili, catturati, invece, in
un’immagine fissata nei concomitanti frangenti attuali.
Se l’apporto fotografico si presta a utilmente descrivere anche mode e
tendenze, tra le pieghe delle vicissitudini
delle molteplici e rispettivamente uniche impronte esistenziali affacciatesi
nella complessità delle variegate loro
manifestazioni sociali, non di meno, anche l’arte concorre ad assicurare,
ad un allusivo viatico generazionale,
quell’esplicita testimonianza che è strumentale ad una sua interazione
con la realtà locale. E’ questo, fra gli altri, il caso del carisma compositivo
dell’artista iseano Aurelio Gatti, “in arte Micio”, a cui
il volume dedica anche la riproduzione delle sue incisive caricature, via via,
imperniate, sui tratti connotativi di una serie di personaggi rappresentativi,
come mons. Antonio Fappani, “studioso della brescianità”,
Franco Solina “indomito alpinista, attento fotografo”, Franco Fava
“lucida voce del dialetto del Sebino”,
Andrea Pirlo “sublime protagonista del zoch del fobal”, Egidio Bonomi
“giornalista, scrittore, cultore del dialèt”,
il compianto Giorgio Sbaraini “il popolare Jos. Giornalista di razza”,
Francesco Braghini “cantautore di tante cansù bressane”,
l’avvocato Giuseppe Frigo “penalista di fama nazionale”,
Gino Corioni “in versione Codino…di volpe”, Mario Balotelli, “Super decisamente,
nel bene e nel male”, il “bresciano Giovan Battista Montini di Concesio”,
Giovanni Cherubini “l’autore del creativo Lönare Bressà”,
Roberto Baggio “il Divin Codino quand’era al Brescia”, fino alla
composita rappresentazione di “Cinque carismatici sindaci della città di Brescia:
Boni, Padula, Trebeschi, Martinazzoli e Corsini”
che, nella medesima pagina, convive figurativamente con l’interpretazione
de “La conferenza del dutur Beanda
del poeta Angelo Canossi. Grande protagonista: l’ortolano e buon
bevitore Rassega”. Da questa menzionata traccia letteraria canossiana,
il “Lönare Bressà” sembra trarre un’analoga ispirazione
di mediazione concettuale dei molteplici elementi costitutivi delle omogenee
radici di una comunità, per recare
loro anche una risoluzione scritta, correlata pure dai grafemi per disciplinarne
la dizione, capace di offrire,
insieme alla lingua nazionale, l’attestazione di un’interculturalità, sperimentata
nell’evoluzione del presente,
in quelle tradizioni conseguenti, a margine di certe vicissitudini attinenti, che ne modellano
le tipicità intercorrenti:
per una logopedia identitaria che educhi a sgrossare la vernacolare pietra grezza
dei più reconditi e congeniti affetti.


Porta Pile

Recensioni sul
"Lönare Bressà 2016"
sono state riportate da varie
testate di periodici, da siti web
e trasmesse dalle emittenti
radiotelevisive locali.


Via Crocefissa di Rosa

Via Milano

Piazzale Kossuth